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Open Spectrum, wireless libero
Aprire al pubblico dominio lo spettro di frequenze utilizzate per la trasmissione di onde elettromagnetiche, una proposta che trova sostenitori sempre più numerosi e appoggi anche a livelli politici di rilievo.


di: Raffaella Scalisi In Frontiere




Open Spectrum non è una nuova tecnologia, ma un nuovo approccio alla gestione dell'etere basato sulla filosofia del Wi-Fi. Negli Stati Uniti un movimento sempre più numeroso di voci sta puntando a creare un sistema di comunicazione in grado di dotare tutti di banda praticamente infinita e gratuita. Il principio di base che ispira questo movimento non è nuovo in Rete, anzi è forse il più radicato e potente: la condivisione.

Questa nuova concezione della trasmissione via etere sarebbe l'unica vera strada per realizzare un sistema di ubiquitous computing in cui ogni microprocessore diventi un trasmettitore wireless. La rivoluzione sarebbe già cominciata. Il Wi-Fi è infatti la strada per la realizzazione di questo nuovo mondo mobile perchè utilizza già fette di spettro "aperte" e questa è la ragione per cui la presenza di molti nodi vicini può arrivare a creare un ambiente anche molto esteso connesso.

Il Wi-Fi infatti ha una capacità che va oltre i muri dell'edificio in cui è installato, al punto che più sistemi concomitanti possono creare un'area, anche molto ampia, totalmente connessa. Le prestazioni sono note, dagli 11 megabits al secondo. L'attivazione di tanti sistemi Wi-Fi dappertutto è in grado di creare una copertura molto più potente è completa di qualsiasi altro sistema. Una specie di network che si espande viralmente in cui ogni nodo potrebbe diventare router per il sistema. E potrebbe funzionare anche dove non c'è densità di installazioni perché, come pochi sanno, il Wi-Fi può arrivare, senza problemi, a coprire un raggio di 20 km.

Già oggi gli utenti Usa del wi-fi, che sono milioni, mettono in pratica questo principio. Alcuni sono collegati a reti wireless all'interno di aziende; altri si connettono a pagamento ma parecchi si collegano agli "hot spots" gratuiti messi a disposizione dalle comunità wireless per la condivisione delle risorse.

Le frequenze radio sono inoltre evolute tramite la tecnologia digitale e ora diversi utenti contemporaneamente possono utilizzare la stessa banda senza interferire e non devono per forza avere parti predefinite e chiuse dello spetto. Con le nuove onde radio intelligenti ("smart radio") lo spazio delle comunicazioni si è moltiplicato. Le interferenze inoltre sarebbero ormai solo un problema ideologico, in quanto tutte le apparecchiature odierne sono capaci di filtrare il rumore dal segnale, e l'unico modo per tutelare veramente la sicurezza è criptare il segnale che si trasmette.

Da qui nasce il movimento per l'Open Spectrum , il cui più acceso sostenitore è Kevin Werbach. Ma i sostenitori si moltiplicano e per nulla limitandosi agli ambienti cosiddetti underground della Rete. Il movimento per la liberalizzazione dello spettro di frequenze di trasmissione sta cercando adesioni in ogni campo e anche una solida sponda politica. Il capo della FCC Michael Powell (figlio del ben noto Colin) si è reso disponibile verso l'approfondimento del progetto Open Spectrum durante un discorso tenuto in un incontro industriale ufficiale lo scorso ottobre.

Michael Powell ha detto pubblicamente che la normativa sull'assegnazione delle frequenze dovrà essere completamente ripensata perché le "smart radio" stanno facendo cadere tutti i dogmi che fino a ieri regolavano il mondo dell'etere.

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[ 13/2/2003 ]
 
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