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		<title>LG Optimus Vu: un nuovo smartphone che sfida il Galaxy Note</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 19:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia mobile]]></category>
		<category><![CDATA[lg]]></category>
		<category><![CDATA[LG Optimus Vu]]></category>

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		<description><![CDATA[LG Optimus Vu è il nuovo smartphone di LG dalle interessanti caratteristiche. È dotato di uno schermo LCD IPS da 5 pollici e monta un processore dual-core da 1.5 GHz. LG Optimus Vu conta inoltre su una piattaforma Snapdragon S3 con SoC Qualcomm Snapdragon MSM8660 e GPU Adreno 220. Con LG Optimus Vu si hanno a disposizione 32 GB di memoria eMMC e 1 GB di DDR2. Sono presenti due fotocamere: una posteriore da 8 megapixel con Flash LED e autofocus e una frontale da 1,3 megapixel, da utilizzare per le videochiamate. Per quanto riguarda la connettività, LG Optimus Vu ha integrato la connettività LTE e Wi-Fi Direct. Sono inoltre presenti una porta HDMI per il video-out e il supporto DLNA. Il sistema operativo è Android 2.3 Gingerbread, ma si sta già preparando l’aggiornamento per Android 4.0 Ice Cream Sandwich. LG Optimus Vu ha un peso di 168 grammi, per dimensioni di 139,6 x 90,4 x 8,5 mm. Sarà in venditanel mercato sudcoreano a partire dal prossimo marzo, ma già a fine mese (durante il Mobile World Congress di Barcellona) verranno fornite informazioni più dettagliate su un possibile arrivo sui mercati europeo e americano. Sono evidenti le somiglianze di LG [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LG Optimus Vu</strong> è il <strong>nuovo smartphone di LG</strong> dalle interessanti caratteristiche. È dotato di uno <strong>schermo LCD IPS da 5 pollici</strong> e monta un <strong>processore dual-core da 1.5 GHz</strong>.</p>
<p><span id="more-3088"></span></p>
<p>LG Optimus Vu conta inoltre su una <strong>piattaforma Snapdragon S3 con SoC Qualcomm Snapdragon MSM8660 e GPU Adreno 220</strong>.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/02/lg.jpg" alt="" title="lg" width="291" height="173" class="alignleft size-full wp-image-3089" /></p>
<p>Con LG Optimus Vu si hanno a disposizione <strong>32 GB di memoria eMMC e 1 GB di DDR2</strong>. Sono presenti <strong>due fotocamere</strong>: una <strong>posteriore da 8 megapixel con Flash LED e autofocus</strong> e una <strong>frontale da 1,3 megapixel</strong>, da utilizzare per le videochiamate.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>connettività</strong>, LG Optimus Vu ha integrato la connettività <strong>LTE e Wi-Fi Direct</strong>. Sono inoltre presenti una <strong>porta HDMI</strong> per il video-out e il <strong>supporto DLNA</strong>.</p>
<p>Il <strong>sistema operativo</strong> è <strong>Android 2.3 Gingerbread</strong>, ma si sta già preparando l’<strong>aggiornamento per Android 4.0 Ice Cream Sandwich</strong>.</p>
<p>LG Optimus Vu ha un <strong>peso di 168 grammi</strong>, per <strong>dimensioni di 139,6 x 90,4 x 8,5 mm</strong>. Sarà in <strong>venditanel mercato sudcoreano a partire dal prossimo marzo</strong>, ma già a fine mese (durante il Mobile World Congress di Barcellona) verranno fornite informazioni più dettagliate su  un possibile arrivo sui mercati europeo e americano.</p>
<p>Sono evidenti le <strong>somiglianze di LG Optimus Vu con il Galaxy Note</strong>, di cui sembra poter essere il <strong>diretto concorrente</strong>. </p>
<p>Il Galaxy Note ha uno schermo leggermente più grande, monta infatti uno schermo da 5,3 pollici Super AMOLED con rapporto 16:10 e risoluzione 1280 x 800 pixel. L’optimus Vu ha invece un rapporto 4:3 e una risoluzione 1024 x 768 pixel (XGA). Inoltre, Optimus Vu ha una densità di pixel di 256 PPI, contro i 285 PPI del Galaxy Note.</p>
<p>Differenze tra i due prodotti si riscontrano anche nella batteria: batteria da 2080 mAh per Optimus Vu e 2500 per Samsung Note. Il Samsung Note è leggermente più pesante (178 grammi, 10 grammi in più dell’Optimus Vu).</p>
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		<title>Videogiochi a 15 euro: una risposta alla tecnologia anti-giochi usati</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/gaming/videogiochi-a-15-euro-una-risposta-alla-tecnologia-anti-giochi-usati/3085</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 19:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gaming]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi usati]]></category>

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		<description><![CDATA[Pare che nella prossima Xbox ci sarà una tecnologia anti-giochi usati che sta suscitando molte discussioni, anche tra gli sviluppatori. Sia Matthew Karch, AD di Saber Interactive, sia CD Project Red, la software house di The Witcher 2, sono contrari a questa idea se non supportata da cambiamenti sul mercato. Secondo Karch bisognerebbe avere un approccio diverso al problema. Karch ritiene che sia inutile spingere le persone ad acquistare un gioco come bene fisico per poi impeire che quel bene fisico venga scambiato o rivenduto. Inoltre, sottolinea gli alti prezzi del mercato e la possibilità che un acquirente insoddisfatto voglia disfarsi di un gioco rivendendolo. Kerch propone anche una soluzione a tutte queste problematiche: vendere i giochi come contenuti digitali e a un costo inferiore. Se un gioco costa 60 euro, 30 euro sono necessari per farlo arrivare nei negozi: un contenuto digitale taglierebbe questo costo. Inoltre, ad un prezzo considerevolmente ridotto non sarebbe visto poi così irragionevole non poter rivendere il gioco. Kerch ha sicuramente individuato il punto focale del problema, ossia il prezzo dei giochi. I giochi ora non si possono restituire, si possono solo rivendere qualora non si sia soddisfatti e impedire anche questo sembra eccessivo dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che nella prossima <strong>Xbox</strong> ci sarà una <strong>tecnologia anti-giochi usati</strong> che sta suscitando molte discussioni, anche tra gli sviluppatori.</p>
<p><span id="more-3085"></span></p>
<p>Sia Matthew Karch, AD di Saber Interactive, sia CD Project Red, la software house di The Witcher 2, sono contrari a questa idea se non supportata da cambiamenti sul mercato.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/02/videogiochi.jpg" alt="" title="videogiochi" width="285" height="177" class="alignleft size-full wp-image-3086" /></p>
<p>Secondo Karch bisognerebbe avere un approccio diverso al problema. Karch ritiene che sia inutile spingere le persone ad acquistare un gioco come bene fisico per poi impeire che quel bene fisico venga scambiato o rivenduto. Inoltre, sottolinea gli alti prezzi del mercato e la possibilità che un acquirente insoddisfatto voglia disfarsi di un gioco rivendendolo. </p>
<p>Kerch propone anche una soluzione a tutte queste problematiche: <strong>vendere i giochi come contenuti digitali e a un costo inferiore</strong>.<br />
Se un gioco costa 60 euro, 30 euro sono necessari per farlo arrivare nei negozi: un contenuto digitale taglierebbe questo costo. Inoltre, ad un prezzo considerevolmente  ridotto non sarebbe visto poi così irragionevole non poter rivendere il gioco.</p>
<p>Kerch ha sicuramente individuato il punto focale del problema, ossia il <strong>prezzo dei giochi</strong>. I giochi ora non si possono restituire, si possono solo rivendere qualora non si sia soddisfatti e impedire anche questo sembra eccessivo dopo il costo che si deve sostenere.</p>
<p>Un&#8217;altra possibile soluzione è <strong>creare un mercato dell&#8217;usato digitale regolamentato</strong>. A questo sta pensando Valve per Steam. In questo modo gli utenti potrebbero vendere i loro giochi e le aziende potrebbero percepire una quota per ogni transazione.</p>
<p>Altre possibili ipotesi sono bene accette, pur di risolvere l&#8217;annoso problema.</p>
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		<title>Volunia: il motore di ricerca italiano non mantiene le promesse</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/web/volunia-il-motore-di-ricerca-italiano-non-mantiene-le-promesse/3080</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[volunia]]></category>

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		<description><![CDATA[La presentazione di Volunia, dopo molte aspettative, non è stata come ci si aspettava: quasi dilettantesca e con un prodotto ancora non del tutto pronto e sviluppato. Il nuovo motore di ricerca, online da un paio di giorni e solo per utenti selezionati, sembra partire con qualche difficoltà. Su Twitter si è diffuso l&#8217;hashtag #volunia, seguito poi dal forse eccessivo #voluniafail. Le prestazioni di Volunia non sembrano non sembrano per ora di gran livello. I risultati di ricerca non risultano rilevanti e, di conseguenza, non invogliano certo a proseguire nell&#8217;esperimento. Divertente invece il fatto che Volunia offra una mappa del sito, che fa apparire un sito come una città virtuale, per quanto possa creare confusione. Si potrebbero ottenere miglioramenti se i siti preparassero una mappa per Volunia, cosa vincolata al possibile e futuro successo del progetto. Volendo si può anche visualizzare un sito per cartelle: cliccando su una delle cartelle si arriva alla relativa categoria. Con Volunia non si esce mai dal frame del motore di ricerca. Cliccando su un risultato si continua a visualizzare la barra degli strumenti in alto (che può comunque essere tolta) e lo spazio dei messaggi a sinistra. Con la barra di Volunia ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>presentazione di Volunia</strong>, dopo molte aspettative, non è stata come ci si aspettava: quasi dilettantesca e con un <strong>prodotto ancora non del tutto pronto e sviluppato</strong>. </p>
<p><span id="more-3080"></span></p>
<p>Il nuovo motore di ricerca, <strong>online da un paio di giorni</strong> e solo per utenti selezionati, sembra partire con qualche <strong>difficoltà</strong>.<br />
Su Twitter si è diffuso l&#8217;hashtag #volunia, seguito poi dal forse eccessivo #voluniafail.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/02/volunia1-300x248.jpg" alt="" title="volunia" width="300" height="248" class="alignleft size-medium wp-image-3081" /></p>
<p>Le <strong>prestazioni</strong> di Volunia non sembrano non sembrano per ora di gran livello. I risultati di ricerca non risultano rilevanti e, di conseguenza, non invogliano certo a proseguire nell&#8217;esperimento.</p>
<p>Divertente invece il fatto che Volunia offra una <strong>mappa del sito</strong>, che fa apparire un sito come una città virtuale, per quanto possa creare confusione. Si potrebbero ottenere miglioramenti se i siti preparassero una mappa per Volunia, cosa vincolata al possibile e futuro successo del progetto. Volendo si può anche <strong>visualizzare un sito per cartelle</strong>: cliccando su una delle cartelle si arriva alla relativa categoria.</p>
<p>Con Volunia <strong>non si esce mai dal frame del motore di ricerca</strong>. Cliccando su un risultato si continua a visualizzare la barra degli strumenti in alto (che può comunque essere tolta) e lo spazio dei messaggi a sinistra.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/02/mappa-300x180.png" alt="" title="mappa" width="300" height="180" class="alignright size-medium wp-image-3082" /></p>
<p>Con la <strong>barra di Volunia</strong> ci sono <strong>funzioni social</strong> decantate da Marchiori. Si può infatti sapere chi è collegato, contattarlo e discutere nell&#8217;area messaggi. Volunia può quindi essere utile per creare nuovi contatti con persone che condividano interessi simili.<br />
È possibile anche cercare contenuti multimediali (immagini, video, documenti) in un sito: la funzionalità non è ancora matura, ma ha il suo interesse. </p>
<p>Perplessità destano anche le <strong>scelte estetiche</strong>: l&#8217;abbinamento dei colori è discutibile, le icone e i font alquanto demodé, lo spazio utilizzato con le barre eccessivo.</p>
<p>In merito alla privacy, stupisce che si possa continuare a utilizzare Volunia anche dopo il logout, per il fatto che i cookie restano attivi e il servizio opera come se si fosse ancora registrato.</p>
<p>In rete sono state espresse molte perplessità, ma si spera in un miglioramento. Si attendono implementazioni che possano, ad esempio, aumentare le pagine indicizzate e collegare Facebook, Twitter e Google+.<br />
Non si vuole perdere la fiducia in un progetto tutto italiano, uno dei pochi.</p>
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		<title>Volunia: arriva il motore di ricerca italiano</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/web/3074/3074</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 19:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[motore di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[motore di ricerca italiano]]></category>
		<category><![CDATA[volunia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si inaugura oggi Volunia, il motore di ricerca italiano. Oggi il servizio viene offerto ai Power User, ossia a circa centomila utenti selezionati che proveranno il servizio e potranno dare consigli al team che l&#8217;ha creato. Già dall&#8217;inizio saranno supportate 12 lingue e Volunia potrà essere usato in quasi tutto il mondo. Volunia è frutto dell&#8217;ingegno di Massimo Marchiori, a cui si deve anche Hyper Search e quindi in un certo senso anche il PageRank di Google. È stato propio Marchiori a presentare oggi in una conferenza stampa il suo Volunia, progetto tutto italiano. La sua realizzazione è stata possibile anche grazie all&#8217;imprenditore sardo Mariano Pireddu, che fino ad oggi ha contribuito con circa due milioni di euro di finanziamento. Volunia parte con presupposti diversi dal motore di ricerca per eccellenza, Google. Per salvaguardarlo il progetto è stato messo al sicuro con un brevetto registrato negli Stati Uniti e valido in tutto il mondo. Lo slogan di Volunia è Seek&#038;Meet, ossia Cerca e Incontra. Quando si effettua una ricerca con Volunia non si ottengono solo le informazioni racchiuse in una certa pagina internet, ma si possono vedere e contattare le altre persone che in quel momento stanno guardando la stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si inaugura oggi <strong>Volunia</strong>, il <strong>motore di ricerca italiano</strong>. </p>
<p><span id="more-3074"></span></p>
<p>Oggi il servizio viene offerto ai <strong>Power User</strong>, ossia a circa centomila utenti selezionati che proveranno il servizio e potranno dare consigli al team che l&#8217;ha creato. Già dall&#8217;inizio saranno <strong>supportate 12 lingue</strong> e Volunia potrà essere usato in quasi tutto il mondo.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/02/volunia-300x150.jpg" alt="" title="volunia" width="300" height="150" class="alignright size-medium wp-image-3076" /></p>
<p>Volunia è frutto dell&#8217;ingegno di <strong>Massimo Marchiori</strong>, a cui si deve anche <strong>Hyper Search</strong> e quindi in un certo senso anche il <strong>PageRank di Google</strong>.</p>
<p>È stato propio Marchiori a presentare oggi in una conferenza stampa il suo Volunia, <strong>progetto tutto italiano</strong>. La sua realizzazione è stata possibile anche grazie all&#8217;<strong>imprenditore sardo Mariano Pireddu</strong>, che fino ad oggi ha contribuito con circa due milioni di euro di finanziamento.</p>
<p>Volunia parte con presupposti diversi dal motore di ricerca per eccellenza, Google. Per salvaguardarlo il progetto è stato messo al sicuro con un <strong>brevetto registrato negli Stati Uniti e valido in tutto il mondo</strong>.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/02/marchiori.jpg" alt="" title="marchiori" width="139" height="139" class="alignleft size-full wp-image-3077" /></p>
<p>Lo <strong>slogan</strong> di Volunia è <strong>Seek&#038;Meet, ossia Cerca e Incontra</strong>.<br />
Quando si effettua una ricerca con Volunia non si ottengono solo le informazioni racchiuse in una certa pagina internet, ma <strong>si possono vedere e contattare le altre persone che in quel momento stanno guardando la stessa pagina, o quelle che l&#8217;hanno già visitata</strong>.</p>
<p>Volunia <strong>crea una mappa per ogni sito web</strong> e tramite il <strong>tasto &#8220;Persone&#8221;</strong> permette di entrare in un <strong>forum che si alimenta con le discussioni di chi ha visto quel particolare spazio del web</strong>.</p>
<p>Volunia cerca insomma di far interagire le persone attraverso le loro ricerche, creando anche dei posti virtuali per la loro interazione.</p>
<p>Molta attenzione si è prestata alla <strong>privacy</strong>. Mariano Pireddu ha specificato che non si raccoglieranno le informazioni di navigazione e non si profileranno gli utenti. Il guadagno dovrebbe arrivare dalle inserzioni pubblicitarie, ma per ora non è una priorità.</p>
<p>Saranno gli utenti, ora, a dare il loro responso.</p>
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		<title>Gamer pacifisti: finiscono Skyrim senza uccidere</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/gaming/gamer-pacifisti-finiscono-skyrim-senza-uccidere/3068</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 19:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gaming]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono anche i giocatori pacifisti nell&#8217;immenso mondo dei videogame. Sono quelli che giocano senza usare la violenza e senza uccidere, seppure solo virtualmente. La non violenza viene praticata anche in giochi che ne contengono parecchia, come Skyrim. A questo particolare fenomeno pacifista si è interessato anche il Wall Street Journal, che ha intervistato gli interessati. Tra questi c&#8217;è, ad esempio, Daniel Mullins, diciannovenne fan del gioco di Bethesda. Daniel ha creato un personaggio metà gatto e metà uomo, Felix the Peaceful Monk, che evita di uccidere grazie alla magia. Il personaggio utilizza un incantesimo della calma per non difendersi con le armi se colpito con un coltello da un potenziale assassino. A quanto sembra, i codici morali del mondo reale stanno entrando a far parte anche del mondo virtuale. Il gioco pacifista potrebbe anche essere più divertente di quello più violento e sono molti i giochi che si prestano a questo tipo di approccio. Nel sito Kotaku sono state pubblicate testimonianze simili a quella di Daniel Mullins. Stephen Totila, caporedattore di Kotaku, pensa che il pacifismo nei giochi sia dovuto più al bisogno di rompere le regole e aumentare la difficoltà del gioco piuttosto che a ideali morali. Totila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anche i <strong>giocatori pacifisti</strong> nell&#8217;immenso mondo dei videogame. Sono quelli che <strong>giocano senza usare la violenza</strong> e senza uccidere, seppure solo virtualmente.</p>
<p><span id="more-3068"></span></p>
<p>La non violenza viene praticata anche in giochi che ne contengono parecchia, come <strong>Skyrim</strong>.</p>
<p>A questo particolare fenomeno pacifista si è interessato anche il <strong>Wall Street Journal</strong>, che ha intervistato gli interessati.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/02/skyrim.jpg" alt="" title="skyrim" width="294" height="172" class="alignleft size-full wp-image-3069" /></p>
<p>Tra questi c&#8217;è, ad esempio, Daniel Mullins, diciannovenne fan del gioco di <strong>Bethesda</strong>. Daniel ha creato un personaggio metà gatto e metà uomo, Felix the Peaceful Monk, che evita di uccidere grazie alla magia. Il personaggio utilizza un incantesimo della calma per non difendersi con le armi se colpito con un coltello da un potenziale assassino. </p>
<p>A quanto sembra, i <strong>codici morali</strong> del mondo reale stanno entrando a far parte anche del mondo virtuale. Il <strong>gioco pacifista</strong> potrebbe anche essere più divertente di quello più violento e sono molti i giochi che si prestano a questo tipo di approccio.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/02/fallout-300x130.jpg" alt="" title="fallout" width="300" height="130" class="alignright size-medium wp-image-3070" /></p>
<p>Nel <strong>sito Kotaku</strong> sono state pubblicate testimonianze simili a quella di Daniel Mullins. Stephen Totila, caporedattore di Kotaku, pensa che il pacifismo nei giochi sia dovuto più al <strong>bisogno di rompere le regole e aumentare la difficoltà del gioco</strong> piuttosto che a ideali morali.</p>
<p>Totila ha dato una lettura diversa del nuovo fenomeno di pacifismo virtuale, che potrebbe allargarsi includendo persone prive di ideali pacifisti effettivi, ma alla caccia di nuove e più esaltanti tattiche di gioco.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dati MegaUpload: giovedì formattazione dei server?</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/diritto-ict/dati-megaupload-giovedi-formattazione-dei-server/3065</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Megaupload]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nomad-village.it/?p=3065</guid>
		<description><![CDATA[Il prossimo giovedì i dati archiviati su MegaUpload potrebbero essere eliminati. Il problema è che non viene fatta alcuna distinzione tra chi ha utilizzato il sistema legalmente e chi no. Le piattaforme come MegaUpload, infatti, consentono anche di fare backup e di archiviare file personali nel pieno rispetto della legalità. In quest&#8217;ottica, non è corretto che gli utenti onesti paghino per gli errori dei gestori del servizio. Per questo, i procuratori legali e l&#8217;avvocato della difesa Ira Rothken stanno cercando di correre ai ripari. Pare che i partner tecnici di MegaUpload, Carpathia Hosting Inc. E Cogent Communications Group, abbiano intenzione di cancellare i dati presenti sui loro server presenti negli Stati Uniti. Questo a seguito del congelamento dei fondi e dei conti correnti di MegaUpload. Gli inquirenti hanno infatti già copiato i dati loro necessari e ora non hanno più il diritto di accedervi. Attualmente, 50 milioni di clienti di MegaUpload sono in attesa di sviluppi e notizie. Non si esclude che la corte dell&#8217;Eastern District of Virginia possa intervenire in qualche modo. È quello che spera accada Ira Rothken, per la protezione dei consumatori. Certo questa situazione spinge a interrogarsi sulla sicurezza dei dati personali inseriti nelle piattaforme cloud. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo <strong>giovedì</strong> i <strong>dati archiviati su MegaUpload</strong> potrebbero essere <strong>eliminati</strong>.</p>
<p><span id="more-3065"></span></p>
<p>Il problema è che non viene fatta alcuna distinzione tra chi ha utilizzato il sistema legalmente e chi no.</p>
<p>Le piattaforme come MegaUpload, infatti, consentono anche di fare <strong>backup</strong> e di <strong>archiviare file personali</strong> nel pieno rispetto della legalità. In quest&#8217;ottica, non è corretto che gli utenti onesti paghino per gli errori dei gestori del servizio. Per questo, i procuratori legali e l&#8217;avvocato della difesa Ira Rothken stanno cercando di correre ai ripari.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/megaupload1.jpg" alt="" title="megaupload" width="281" height="180" class="alignleft size-full wp-image-3066" /></p>
<p>Pare che i <strong>partner tecnici</strong> di MegaUpload, Carpathia Hosting Inc. E Cogent Communications Group, abbiano intenzione di <strong>cancellare i dati presenti sui loro server</strong> presenti negli Stati Uniti. Questo a seguito del congelamento dei fondi e dei conti correnti di MegaUpload.<br />
Gli inquirenti hanno infatti già copiato i dati loro necessari e ora non hanno più il diritto di accedervi.</p>
<p>Attualmente, 50 milioni di clienti di MegaUpload sono in attesa di sviluppi e notizie. Non si esclude che la corte dell&#8217;Eastern District of Virginia possa intervenire in qualche modo. È quello che spera accada Ira Rothken, per la protezione dei consumatori.</p>
<p>Certo questa situazione spinge a interrogarsi sulla <strong>sicurezza dei dati personali inseriti nelle piattaforme cloud</strong>. È assurdo che un backup online possa scomparire per comportamenti scorretti da parte dei gestori del servizio.<br />
Un intervento in merito da parte dei legislatori sarebbe opportuno.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Xbox 720: sarà sei volte più potente della Xbox 360</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/gaming/xbox-720-sei-volte-piu-potente-di-xbox-360/3059</link>
		<comments>http://www.nomad-village.it/gaming/xbox-720-sei-volte-piu-potente-di-xbox-360/3059#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gaming]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox 360]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox 720]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo modello di Xbox, la Xbox 720, sarà sei volte più potente della Xbox 360 e avrà il 20% della Wii U in più. Questa dichiarazione è stata fatta dal sito IGN, anche se già nei giorni scorsi circolavano voci insistenti. La nuova Xbox è attesa per la fine di ottobre o i primi di novembre del prossimo anno, come da pronostici. Secondo quanto specifica il sito IGN, la produzione massiva della GPU di sistema avrà inizio a fine 2012 e sarà un processore derivato dalla serie HD 6000, che è stata presentata lo scorso anno. Inoltre, la nuova GPU sarà simile alla Radeon HD 6670, con supporto DirectX11, uscite per diversi schermi, 3D e risoluzione di 1080p. La HD 6670 è attualmente in commercio ad un costo di circa 70 euro. Una GPU con queste caratteristiche non è di livello eccelso, come ben sanno gli appassionati di giochi per PC. Nonostante questo, con i dovuti accorgimenti dovrebbe garantire un netto miglioramento. Per quanto possano essere delusi quelli che auspicavano di avere una HD 6970, bisogna considerare che si è cercato un prodotto con un costo facilmente sostenibile. È probabile che gli sviluppatori ricevano ad agosto i kit di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>prossimo modello di Xbox</strong>, la <strong>Xbox 720</strong>, sarà <strong>sei volte più potente della Xbox 360</strong> e avrà il 20% della Wii U in più.</p>
<p><span id="more-3059"></span></p>
<p>Questa dichiarazione è stata fatta dal <strong>sito IGN</strong>, anche se già nei giorni scorsi circolavano voci insistenti.</p>
<p>La nuova Xbox è attesa per <strong>la fine di ottobre o i primi di novembre del prossimo anno</strong>, come da pronostici.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/xbox-2.jpg" alt="" title="xbox 2" width="284" height="177" class="alignleft size-full wp-image-3060" /></p>
<p>Secondo quanto specifica il sito IGN, <strong>la produzione massiva della GPU di sistema</strong> avrà inizio a <strong>fine 2012</strong> e sarà un <strong>processore derivato dalla serie HD 6000</strong>, che è stata presentata lo scorso anno. Inoltre, la nuova GPU sarà <strong>simile alla Radeon HD 6670</strong>, con supporto DirectX11, uscite per diversi schermi, 3D e risoluzione di 1080p.<br />
La HD 6670 è attualmente in commercio ad un costo di circa 70 euro.</p>
<p>Una GPU con queste caratteristiche non è di livello eccelso, come ben sanno gli appassionati di giochi per PC. Nonostante questo, con i dovuti accorgimenti dovrebbe garantire un netto miglioramento.</p>
<p>Per quanto possano essere delusi quelli che auspicavano di avere una HD 6970, bisogna considerare che si è cercato un prodotto con un costo facilmente sostenibile.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/xbox.jpg" alt="" title="xbox" width="274" height="184" class="alignright size-full wp-image-3061" /></p>
<p>È probabile che gli sviluppatori ricevano ad agosto i kit di sviluppo basati sulla configurazione finale del sistema. Attualmente non si conosce il prezzo che avrà la console.</p>
<p>Ancora si attende di sapere quale <strong>chip</strong> sia stato prodotto tra CPU e GPU. È possibile che si stiano portando avanti parallelamente entrambi i progetti. È anche possibile che la prossima console abbia un unico chip, come la Xbox 360 Slim e come i prodotti di Intel e AMD attualmente nel mercato dei microprocessori x86.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Filesonic teme la chiusura: Megaupload insegna</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/diritto-ict/filesonic-teme-la-chiusura-megaupload-insegna/3055</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 19:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto ICT]]></category>
		<category><![CDATA[diritti ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Filesonic]]></category>
		<category><![CDATA[Megaupload]]></category>

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		<description><![CDATA[Filesonic teme di poter subire la stessa sorte di Megaupload e frena le azioni illegali nel sito. Con Filesonic non si potranno più condividere file e non esisterà più il programma di ricompense dedicato agli abbonati. Resterà possibile invece fare backup di dati e archiviare dati personali. Filesonic si potrà quindi usare per trasferire e recuperare file archiviati personalmente, come specificato nella homepage del sito. Sembra che la chiusura di Megaupload abbia suscitato timori nell&#8217;ambiente ed è quindi possibile che sarà più complicato d&#8217;ora in poi condividere contenuti pirata. Con Filesonic era possibile avere a disposizione un semplice link per scaricare i file desiderati al massimo della velocità consentita dalla propria connessione. Le tariffe, inoltre, erano relativamente basse e con meno di 9 dollari al mese si poteva opeare indisturbati nell&#8217;ambiente dello sharing. Da ieri, però, tutto questo sistema non esiste più. Pare addirittura che i tecnici di Filesonic stiano provvedendo a eliminare gli account considerati più a rischio di denuncia per la quantità di dati condivisi. Ciò che è avvenuto a Megaupload non è di poco conto e ha suscitato molte reazioni. Tra queste, quella di Kevin Mitnick, l&#8217;hacker più famoso del mondo, che ha sottolineato su Twitter l&#8217;insicurezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Filesonic</strong> teme di poter subire la stessa sorte di Megaupload e <strong>frena le azioni illegali nel sito</strong>.<br />
Con Filesonic <strong>non si potranno più condividere file</strong> e non esisterà più il programma di ricompense dedicato agli abbonati. </p>
<p><span id="more-3055"></span></p>
<p>Resterà possibile invece fare backup di dati e archiviare dati personali. Filesonic si potrà quindi usare per trasferire e recuperare file archiviati personalmente, come specificato nella homepage del sito.</p>
<p>Sembra che la chiusura di Megaupload abbia suscitato timori nell&#8217;ambiente ed è quindi possibile che sarà più complicato d&#8217;ora in poi condividere contenuti pirata.</p>
<p>Con Filesonic era possibile avere a disposizione un semplice link per scaricare i file desiderati al massimo della velocità consentita dalla propria connessione. Le tariffe, inoltre, erano relativamente basse e con meno di 9 dollari al mese si poteva opeare indisturbati nell&#8217;ambiente dello sharing.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/filesonic-300x78.jpg" alt="" title="filesonic" width="300" height="78" class="alignright size-medium wp-image-3056" /></p>
<p>Da ieri, però, tutto questo sistema non esiste più. Pare addirittura che i tecnici di Filesonic stiano provvedendo a eliminare gli account considerati più a rischio di denuncia per la quantità di dati condivisi.</p>
<p>Ciò che è avvenuto a Megaupload non è di poco conto e ha suscitato molte reazioni. Tra queste, quella di Kevin Mitnick, l&#8217;hacker più famoso del mondo, che ha sottolineato su Twitter l&#8217;insicurezza delle piattaforme cloud. Mitnick ha affermato che il Governo ha la possibilità di sequestrare i dati degli utenti intervenendo su un&#8217;altra azienda.</p>
<p>Ci si chiede che cosa sarà degli utenti onesti di Megaupload.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/megaupload.jpg" alt="" title="megaupload" width="281" height="180" class="alignleft size-full wp-image-3057" /></p>
<p>Kim Dotcom, capo di Megaupload, e gli altri tre catturati potrebbero fuggire, agevolati dai loro ingenti capitali, dai documenti falsi e dagli altri mezzi a loro disposizione.<br />
Gli Stati Uniti sperano che venga concessa l&#8217;estradizione, ma ancora è presto per dire come andrà.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>IBM: a lavoro sulle batterie litio-aria</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/eventi/ibm-a-lavoro-sulle-batterie-litio-aria/3051</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[automobili elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[batterie litio-aria]]></category>
		<category><![CDATA[ibm]]></category>

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		<description><![CDATA[IBM sta lavorando alle batterie litio-aria, decisa a investire su questa tecnologia all&#8217;avanguardia. Le batterie litio-aria costituiscono la speranza di una svolta in molti settori, tra cui spicca quello delle automobili elettriche. Attualmente ci sono le batterie agli ioni di litio, la cui autonomia non permette alle auto elettriche di fare concorrenza alle auto tradizionali. Una batteria agli ioni di litio può infatto durare per circa 160 chilometri, non abbastanza per consentirle di impoprsi sul mercato. Il parere di IBM è che nel 2020 si possano raggiungere dei risultati apprezzabili. Pare infatti che l&#8217;azienda, lavorando sul progetto Battery500, sia riuscita a risolvere un problema cruciale per la tecnologia delle batterie litio-aria. Questo le consentirebbe di creare batterie con un&#8217;autonomia di addirittura 800 chilometri. Le soluzioni litio-aria hanno una densità energetica di almeno 1000 volte superiore rispetto a quelle agli ioni di litio, grazie all&#8217;utilizzo del carbonio. Tuttavia, hanno anche un&#8217;instabilità chimica che le rende difficili da utilizzare, in quanto va a influire direttamente sulla durata durante la ricarica. Winfried Wilcke, fisico di IBM, e il suo collega Alessandro Curioni, hanno studiato i processi elettrochimici delle celle litio-aria. I due ritengono di aver trovato un solvente elettrolitico, di cui non hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IBM</strong> sta lavorando alle <strong>batterie litio-aria</strong>, decisa a investire su questa tecnologia all&#8217;avanguardia.<br />
Le batterie litio-aria costituiscono la speranza di una <strong>svolta</strong> in molti settori, tra cui spicca quello delle <strong>automobili elettriche</strong>.</p>
<p><span id="more-3051"></span></p>
<p>Attualmente ci sono le <strong>batterie agli ioni di litio</strong>, la cui autonomia non permette alle auto elettriche di fare concorrenza alle auto tradizionali. Una batteria agli ioni di litio può infatto durare per circa <strong>160 chilometri</strong>, non abbastanza per consentirle di impoprsi sul mercato.</p>
<div id="attachment_3052" class="wp-caption alignleft" style="width: 282px"><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/auto-elettrica.jpg" alt="Prototipo di auto elettrica del MIT di Boston" title="auto elettrica" width="272" height="185" class="size-full wp-image-3052" /><p class="wp-caption-text">Prototipo di auto elettrica del MIT di Boston</p></div>
<p>Il parere di IBM è che nel <strong>2020</strong> si possano raggiungere dei risultati apprezzabili. Pare infatti che l&#8217;azienda, lavorando sul <strong>progetto Battery500</strong>, sia riuscita a risolvere un problema cruciale per la tecnologia delle batterie litio-aria. Questo le consentirebbe di creare batterie con un&#8217;autonomia di addirittura <strong>800 chilometri</strong>.</p>
<p>Le soluzioni litio-aria hanno una densità energetica di almeno 1000 volte superiore rispetto a quelle agli ioni di litio, grazie all&#8217;utilizzo del carbonio. Tuttavia, hanno anche un&#8217;instabilità chimica che le rende difficili da utilizzare, in quanto va a influire direttamente sulla durata durante la ricarica.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/ibm.jpg" alt="" title="ibm" width="197" height="132" class="alignright size-full wp-image-3053" /></p>
<p>Winfried Wilcke, fisico di IBM, e il suo collega Alessandro Curioni, hanno studiato i processi elettrochimici delle celle litio-aria. I due ritengono di aver trovato un solvente elettrolitico, di cui non hanno svelato la natura, capace di risolvere i problemi delle batterie litio-aria.</p>
<p>A quanto pare, un <strong>prototipo di batteria</strong> potrebbe essere pronto nel <strong>2013</strong> e il prodotto <strong>potrebbe entrare sul mercato nel 2020</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Apple contro Motorola: per ora inutili le accuse</title>
		<link>http://www.nomad-village.it/diritto-ict/apple-contro-motorola-per-ora-inutili-le-accuse/3047</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 18:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[motorola]]></category>

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		<description><![CDATA[Apple ha intentato una causa contro Motorola negli Stati Uniti per violazione di brevetti, ma per ora le sue accuse risultano vane. L&#8217;ITC (International Trade Commission) ha infatti stabilito, seppure solo solo in via preliminare, che Motorola non ha violato le proprietà intellettuali di Apple. Apple aveva formalizzato le accuse nel novembre del 2010, denunciando Motorola per via di sei brevetti depositati sulla tecnologia multitouch e l&#8217;interfaccia. Si trattava dei brevetti di diversi terminali, tra cui Droid 2, Droid X, Cliq, Cliq XT, BackFlip, Devour A55, Devour e Charm. Se l&#8217;ITC avesse dato ragione a Apple, Motorola avrebbe dovuto bloccare l&#8217;importazione di questi prodotti negli Stati Uniti. Motorola è ovviamente soddisfatta di questo primo parziale esito, secondo quanto detto dal suo vicepresidente Scott Offer. Offer ha anche specificato che Motorola ha lavorato con impegno negli anni per creare il suo portafoglio di proprietà intellettuali leader nel settore e capaci di migliorare l&#8217;esperienza dell&#8217;utente. La sentenza dell&#8217;ITC è solo preliminare e Apple avrebbe diritto di fare ricorso alla Commissione di sei membri, che comunque darà un parere definitivo il 14 maggio prossimo. Ci sono però voci secondo cui Apple si arrenda alla sconfitta contro Mororola e cerchi di rivolgere le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Apple</strong> ha intentato una <strong>causa contro Motorola</strong> negli Stati Uniti per <strong>violazione di brevetti</strong>, ma per ora le sue accuse risultano vane. </p>
<p><span id="more-3047"></span></p>
<p>L&#8217;<strong>ITC</strong> (International Trade Commission) ha infatti stabilito, seppure solo solo in via preliminare, che <strong>Motorola non ha violato le proprietà intellettuali di Apple</strong>.</p>
<p><strong>Apple</strong> aveva <strong>formalizzato le accuse</strong> nel <strong>novembre del 2010</strong>, denunciando Motorola per via di <strong>sei brevetti</strong> depositati sulla <strong>tecnologia multitouch</strong> e l&#8217;<strong>interfaccia</strong>. Si trattava dei brevetti di diversi terminali, tra cui Droid 2, Droid X, Cliq, Cliq XT, BackFlip, Devour A55, Devour e Charm.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/apple.jpg" alt="" title="apple" width="140" height="140" class="alignright size-full wp-image-3048" /></p>
<p>Se l&#8217;ITC avesse dato ragione a Apple, Motorola avrebbe dovuto bloccare l&#8217;importazione di questi prodotti negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Motorola</strong> è ovviamente <strong>soddisfatta</strong> di questo primo parziale esito, secondo quanto detto dal suo <strong>vicepresidente Scott Offer</strong>. Offer ha anche specificato che Motorola ha lavorato con impegno negli anni per creare il suo portafoglio di proprietà intellettuali leader nel settore e capaci di migliorare l&#8217;esperienza dell&#8217;utente.</p>
<p>La <strong>sentenza</strong> dell&#8217;ITC è solo <strong>preliminare</strong> e Apple avrebbe diritto di fare ricorso alla Commissione di sei membri, che comunque darà un <strong>parere definitivo il 14 maggio prossimo</strong>.</p>
<p><img src="http://www.nomad-village.it/wp-content/uploads/2012/01/motorola.jpg" alt="" title="motorola" width="266" height="190" class="alignleft size-full wp-image-3049" /></p>
<p>Ci sono però voci secondo cui Apple si arrenda alla sconfitta contro Mororola e cerchi di rivolgere le sue accuse ad altri produttori Android, con cui sia più semplice ottenere un esito positivo.</p>
<p>Apple e Motorola sono <strong>contro anche in Europa</strong>, dove le <strong>autorità tedesche</strong> hanno dato ragione a Motorola e <strong>impedito la vendita di prodotti Apple</strong>. Tuttavia, questo provvedimento non è ancora operativo e ci sono discussioni in corso sull&#8217;ingiunzione.</p>
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