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Cybercrime: la Ue ha preparato il suo nuovo piano

24 luglio 2012
di Cristina Bazzoni

La Commissione europea ha aperto oggi una consultazione pubblica in merito alla sicurezza in rete e ha fornito dati allarmanti a riguardo.

Ad esempio, pare che nel 2011 gli attacchi informatici siano aumentati del 36% rispetto al 2010.

In aggiunta, si stanno stabilendo gli ultimi dettagli di un piano atto a contrastare il crimine online e che sarà la prima strategia su scala comunitaria per la sicurezza informatica. Il piano dovrebbe prevedere tre diverse tipologie di azione, con il proposito comune di creare un canale capace di coordinare gli stati membri, le istituzioni e l’industria.

La Commissione europea vuole in primo luogo arrivare a iniziative coerenti a livello europeo contro il crimine informatico, identificando a questo scopo dei criteri di sicurezza comuni.

Neelie Kroes, Commissario europeo per l’agenda digitale, ha affermato che il crimine informatico è un pericolo reale e che va crescendo e che si può contrastare solo con uno sforzo comune.

Neelie Kroes, Commissario europeo per l'agenda digitale

Neelie Kroes, Commissario europeo per l'agenda digitale

Il secondo punto della strategia prevede la messa in essere di dispositivi comuni per prevedere il pericolo, individuarlo e rispondere.
Il terzo punto della strategia si incentra invece sugli operatori del mercato, per i quali si prevedono standard condivisi.

Le basi del documento sono già pronte da circa un paio di mesi, ma ancora non si è deciso se presentarlo come una comunicazione o come un regolamento. Sembrano più certi i tempi di ufficializzazione: si parla al massimo di novembre.

Del resto, il provvedimento ha una certa urgenza, date le paure che si sono diffuse. In una recente intervista, l’89% dei contattati ha dichiarato di non fornire informazioni personali online e il 74% pensa che il rischio di reati informatici sia cresciuto negli anni.

Per arginare i rischi, si prevede di insediare un membro dell’autority o di agenzie incaricate in ogni stato membro, per garantire una sorveglianza alta e applicare le norme europee.
Dovrebbero quindi essere definite in tempi rapidi 27 strategie nazionali, che prevedano anche un piano di emergenza da applicare in caso di attacchi di vasta portata.

Secondariamente, le autority saranno parte di un network transnazionale, che discuterà una strategia condivisa e coordinata per prestare attenzione agli attacchi ed eventualmente rispondere.

Ci saranno, infine, dei requisiti minimi richiesti all’industria per la sicurezza, estesi a tutti gli attori di internet e non solo agli operatori delle reti. A settembre ulteriori dettagli.

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