Apple ha deciso di continuare a far avere ai suoi prodotti la certificazione EPEAT, anche se pochi giorni fa aveva annunciato di non volersi più appoggiare a questo organismo.
La certificazione EPEAT valuta sa differenti punti di vista l’impatto ambientale dei prodotti. Apple aveva nei giorni scorsi garantito l’ecosostenibilità dei suoi prodotti a prescindere da questa certificazione, che considerava ormai superata e che quindi non voleva più richiedere.

A seguito di questa decisione, però, sono piovute numerose critiche. Inoltre, il Governo Federale e numerose città hanno dichiarato di non volersi più servire di prodotti Apple se privi della certificazione EPEAT. Queste inaspettate reazioni hanno spinto Apple a rivedere le sue posizioni in merito e, addirittura, a scusarsi.
Qualcuno già sostiene che con Steve Jobs questo non sarebbe accaduto e che a doversi prendere le responsabilità dell’accaduto non è stato Tim Cook, ma Bob Mansfield, vicepresidente senior della sezione hardware Engineering che tra non molto dovrebbe comunque lasciare l’azienda.
Restano tuttavia diverse incognite nel rapporto tra Apple e Epeat.
Si riteneva che Apple dovesse uscire da EPEAT per le scelte di design legate al MacBook Pro Retina da 15 pollici, che invece è nel registro EPEAT con certificazione Gold e ben 21 punti su 27. Il prodotto è stato bocciato per selezione dei materiali e per consumo energetico, mentre ha avuto il punteggio più alto per la gestione dei materiali a fine vita.

Tuttavia, la Electronics TakeBack Coalition ritiene che siano rispettati due criteri base della certificazione: la rimozione semplice della scocca attraverso strumenti facili da trovare e l’individuazione e l’eliminazione di parti con elementi nocivi. Addirittura si è supposto che la stessa Apple si sia attribuita il bollino Gold.
A quanto pare, i produttori sono i primi a valutare i propri prodotti in base ai criteri EPEAT, quindi EPEAT fa una revisione a seguito della quale può chiedere delle rettifiche, o anche la rimozione del prodotto dal suo registro.
Apple ha creato il suo primo precedente di errore strategico e di comunicazione.










